Si è tenuto martedì pomeriggio primo aprile l’Incontro “Crescita e sviluppo: affrontare le sfide nei primi anni di vita” presso il Nido d’Infanzia comunale Pollicino di Frosinone, organizzato in collaborazione con il Consorzio Intesa, ente gestore da diversi anni. L’incontro di supporto alla genitorialità è stato coordinato dalla dott.ssa Chiara Iannarilli, Psicologa dell’età evolutiva, esperta in disturbi del neurosviluppo e rivolto all’attenzione dei genitori dei bimbi del Nido.

L’evento ha permesso ai genitori di comprendere ed al contempo cogliere, in poco più di un’ora, le modalità di approccio e di relazione da dover adottare con i loro bambini. Questo periodo, determinante e dinamico per lo sviluppo infantile, è infatti caratterizzato da significative trasformazioni a livello cognitivo, affettivo e sociale. D’altra parte, durante i primi cinque anni di vita, il bambino attraversa delle fasi cruciali di sviluppo psicologico capaci di avere delle significative ripercussioni nella sua crescita futura. Fondamentale è l’interazione che il bambino ha con la famiglia, con le figure genitoriali per poi giungere nel contesto sociale e scolastico ed alla stimolazione cognitiva e affettiva.
Si è più volte ribattuta l’attenzione sulla scuola e sul contesto scolastico, difatti la Psicologa afferma: “La scuola è la base dell’autostima e della motivazione dei bambini affinché un domani possano diventare le persone che vorranno essere”. Per far sì che l’autostima e la motivazione siano alla base della formazione del bambino, dunque, bisogna aprioristicamente dare l’opportunità a loro stessi di sbagliare e di sperimentare, evitando in questo modo che i genitori possano involontariamente ed inconsapevolmente trasmettere le loro paure e le loro insicurezze.

È indispensabile favorire la manualità e la coordinazione nel bambino, nonché allenarsi per lavorare anche sui tempi attentivi nel passaggio di un gioco ad un altro o nella lettura di un libro, di modo che i bambini possano superare il livello di frustrazione e replicare, al di fuori del contesto familiare, il comportamento corretto. Per questo è rilevante insegnare ai bambini sin dall’inizio il valore del “no”. Dire qualche volta un “no” ai bambini, non solo li aiuta a diventare più autonomi, ma è un importante insegnamento di vita che permette loro di imparare il valore delle regole, l’importanza del rispetto per gli altri e che non sempre si può avere ciò che si desidera.

È importante e prezioso, inoltre, il concetto di attesa, del saper aspettare. Tutto ciò permette ed aiuta il bambino a sviluppare un senso di autodisciplina e di empatia e soprattutto a superare il livello di frustrazione, condizione ineluttabile che fa parte della vita e saperla gestire al meglio. A tal proposito, la Psicologa ha aggiunto: “A volte dire di no, per quanto possa essere difficile, poiché è la cosa che in quel momento può fare più male ad un genitore, è quella più giusta. Il no diventa, in alcuni casi, un atto di amore ed un fondamentale strumento educativo per i bambini”.

In conclusione, l’incontro, promosso in cooperazione col Consorzio Intesa, ha indubbiamente evidenziato con chiarezza come il sostegno alla genitorialità nei primi anni di vita, non sia solo un investimento nel benessere immediato dei bambini, ma anche una semina preziosa per formare dei genitori consapevoli e competenti del futuro. Crescere bambini equilibrati e capaci oggi vuol dire costruire famiglie più solide e una società più sana domani.